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NOZIONI DI BALISTICA E CARTUCCE DA CACCIA. Parte 1^

 Ho seguito molte discussioni sui social aperte da colleghi cacciatori che sono sempre dubbiosi sulle cartucce da impiegare a caccia. Spesso le discussioni convergono in un'unica direzione, le temperature o il vento, il tempo e l'epoca in cui si debbano usare un tipo o l'altro delle cartuucce da caccia confezionate.

Spesso poi si parla anche di ricarica da parte di coloro che si appassionano o si cimentano in questa vera e propria arte. Non tutti sono capaci di risolvere i loro problemi e quindi s'informano qui e là.
Ovviamente la migliore soluzione sarebbe quella di fornirsi di qualche manuale per acquisire le nozioni di base, non di meno serve anche qualche breve appunto per mettere in chiaro almeno le cose essenziali.

Parliamo delle polveri.

Si dividono sommariamente in polveri alla nitrocellulosa pura  gelatinizzata (prima c'erano anche quelle non gelatinizzate) che sono le più costose poiché il loro trattamento richiede molti passaggi che hanno necessità di un attento lavorio e perché non incidono nell'usura delle canne. La gelatinizzazione si fa per rendere impermeabili le polveri e quindi non aggredibili dall'umidità essendo molto igroscopiche. Esistono anche le polveri a doppia base,chiamate anche Balistiti, che possono essere più o meno pregiate a seconda della loro composizione. Esse si miscelano con due tipi di materiali, nitrocellusosa e nitroglicerina. Il tenore più o meno alto di quest'ultimo componente ne fa una polvere più o meno "migliorata". Il tasso percentuale dei due principi attivi va dal  50/50% e arriva al 70/30%. Le migliori ovviamente sono queste ultime perché hanno un tasso minore di nitroglicerina.

Il  comportamento di queste due tipologie di polveri è diverso e la resa ne risente sia sulla stabilità,sia sulla potenza,sia sulla resistenza all'umidità e al freddo.

Le polveri a singola base,in genere, sono migliori con temperature buone o fredde, senza umidità. Si osserva per altro che, coi moderni apparecchi d'innesco, funzionano egregiamente anche con temperature medio/basse o basse. Il progresso dei prodotti infatti ha fatto miracoli negli ultimi anni.
Le polveri a doppia base invece sono affidabilissime con tutte le temperature e condizioni atmosferiche perchè la loro composizione regge meglio sia contro l'umidità sia alle basse temperature. In genere quest'ultimo tipo di polveri ama inneschi di media e forte potenza perché sono più dure all'accensione della carica. Vale la pena di rammentare che le polveri a base semplice (nitrocellulosa) richiedono impiego di dosi superiori e costano anche di più,le polveri a doppia base (nitrocellulosa e nitroglicerina)richiedono dosi minori e costano anche meno.

Ottima polvere a singola base
Parliamo degli inneschi


Una cosa molto importante della cartuccia è l'apparecchio o innesco che accende la polvere. In tempi ormai lontani si usava un apparecchio di tipo 6,45, debole e spesso inefficace con alcune polveri dure di accensione o progressive. Oggi questo apparecchio d'innesco sembra ormai sparito e non ha lasciato rimpianti perchè sostituto da altri più moderni detti a "doppia forza" coi quali si ottengono accensioni della carica eccellenti. Essendocene di due qualità bisogna sempre documentarsi con quale polvere possono essere accoppiati e soprattutto con quali tipi di cariche. Non tenendo conto di questa raccomandazione non si otterrà una buona carburazione della cartuccia che non arriverà ad avere pressioni,tempi di canna e velocità adatta e potrebbe diventare pressocché inefficace o peggio pericolosa.Se fosse troppo forte per quella polvere potrebbe anche provocare danni alle canne e alle persone. Quindi meglio informarsi sia sulla qualità e modalità di lavoro di una tale polvere sia sulla qualità e modalità di lavoro dell'innesco che accoppieremo alla polvere che vorremo usare.
Ottima polvere a doppia base
                                                                       [continua]

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