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La valle del fiume Vitravo.

Le forre,le gole e le cascate del fiume Vitravo.


Il fiume "Vitravo" nasce nelle montagne di Verzino in località "Sursumu" ,che in dialetto equivale a sorgente, dalle parti del "Varco della Chiatra" , fra il "Campo delle Vavole,il "Piano della Regina e "Comito". Siamo quasi ai confini col territorio del comune di Campana che si estende più a norde-est.Vastissimi boschi di quercia coprono le colline circostanti e l'orografia non é di sviluppo verticale molto accentuato.Si tratta di dolci colline, al di sopra dei settecento metri, che via via si aggrappano ai ben più alti monti Silani che sono nei pressi.La vegetazione denuncia un clima che si confà alle attività umane della pastorizia e della coltivazioni di orti e seminati anticamente fiorenti.Le felciaie coprono il campo, sovrastate da querce d'altezza anche elevata. Il fiume nasce come piccolo torrente dove andavano le mandrie all'abbeverata,tanto piccolo che non compare su alcuna carta geografica.



Nel suo scorrere aumenta di velocità diventando un bel corso d'acqua portatore di fresco e di vita.Confluiscono in lui altri corsi d'acqua perenni sebbene non grossi:il "Vallone di S.Angelo" fra tutti, ai piedi della "Cona" territorio di pregio ampiamente coltivato anche oggi.Poco prima del ponte sulla statale si infossa in canaloni scavati fra le rocce di granito, fresco di piante di alto fusto e cespugliati vari che lo attorniano e impreziosiscono.Le acque precipiti nei secoli hanno scavato piscine naturali di grande diametro con picchi di rocce a strapiombo e vegetazione palustre negli ambiti.
Il fiume é popolato da trote Fario e Anguille anche di peso e taglia elevate. Sconsiderati personaggi hanno buttato nelle acque pesci non autoctoni: Carpe e simili che non arricchiscono di certo le meravigliose, chiare,fresche e dolci acque.

Le cascatelle sono numerose e si buttano quasi silenti nelle verzura ricordando suoni bucolici che invitano a rilassarsi e meditare.I ragazzi del paese usano prendere il bagno nelle piscine, nei mesi accaldati dell'estate.
Non inganni la lenta corsa in alcuni tratti del fiume o la presunta poca profondità delle acque.Spesso le piscine sono molto capienti e profonde, gli incidenti mortali purtroppo non sono rari. Vale sempre l'invito alla prudenza perchè la natura é invincibile anche se spesso violentata ingiustamente.L'uso va bene, l'abuso porta spesso conseguenze pericolose o mortali. Il verde prevale nella circostante campagna e quindi si riflette nelle acque creando giochi e colori del tutto unici.Un vero paradiso.
Il fiume corre verso sud e bagna paesi come Zinga e Casabona.
Poi si avvia verso Crotone dove spiana e diventa sinuoso e lento,dormiente e limaccioso.

Le glorie dei monti sono dimenticati,le bestie domestiche e selvagge che si abbeverano nelle pure acque non sono più ospiti delle sue sponde. Le grotte scavate nelle rocce e abitate da trote di taglia cedono il passo a brigate di Cefali che risalgono dal mare.

Le cascate fresche e argentine sono solo un ricordo.
Un'immagine romatica e radiosa della sua natura torrentizia.



Ogni luogo ha una denominazione.
Ogni piscina naturale ricorda un santo o un disgraziato che vi si bagnò impropriamente.Tradito dalla sua audacia o dalla temerarietà, vi morì affogando nelle fresche acque.


I più conosciuti invasi, che in dialetto vengono chiamati "I Vulli",sono:S.Michele, Sardaro,La Majlluzza, San Leo e altri che non ricordo.


Fino ad arrivare alla cascata più bella e rappresentativa che é quella della "Madonna Incoronata".Qui sotto fotografata in abito "invernale" con i colori splendidi e caldi dell'autunno inoltrato.


La furiosa corsa delle cascata durante una delle ormai poco frequenti grandi piogge invernali































Commenti

Enrico Franza ha detto…
Come si fa a non amare la Natura!! Natura incontaminata....Madre Natura!

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