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LA MIA MONTAGNA

Il fulgore delle giornate estive s’irradiava sul paese. Già dalle prime ore un caldo torrido colpiva le case e il selciato, un sole giallo e splendente si alzava da est, come uno specchio rosseggiante. Nessuno poteva resistere restando esposto a quella calura. Si cercava l'ombra accomodandosi su un muretto, uno scalino, per me ditare o chiacchierare con un amico sugli avvenimenti o le cose della campagna. Era il periodo in cui i pastori emigravano con le mandrie e i vaccari portavano gli animali in Sila. Là c'era buona erba e pascoli fiorenti, acqua fresca e soprattutto tanto verde in cui tuffarsi e riposare. Gli uomini godevano quanto gli animali di questo passaggio alla montagna e,talvolta, si portavano dietro i loro figli che aiutavano a custodire gli armenti. Il nonno, già dal giugno aveva fatto fagotto e raggiunto le colline più alte, anzi la montagna. Un calesse, tirato dalla possente cavalla Saura con la striscia bianca in fronte, lo trainava. La nonna sal...

Una mappa che vi consiglio di seguire.

La mappa dei posti che ho visitato in cerca di selvaggina e di avventure venatorie.                         Crea la tua mappa dei viaggi .  

Dalla collina alla montagna.

Immagino che coloro che non hanno visitato mai la Calabria  possano pensare che non  vi sono montagne molto alte . La cima di Botte Donato ,appena sopra il bellissimo villaggio Lorica sulle sponde del lago Arvo , smentisce questo credo poichè si situa sui 1992 metri. La Calabria quindi non è tutta mare e spiaggia, come si può credere, essendo la punta estrema della penisola circondata da tre lati dal mare. La Calabria è talmente variegata da meravigliare tutti i visitatori e non finisce di stupire anche gli abitanti residenti. Tante e meravigliose sono le sue risorse paesaggistiche. Le colline, dai colori variamente cangianti a seconda delle stagioni, salgono dolcemente verso l'altopiano. A primavera verdi e splendenti, in estate gialle e aride, in inverno marroni come i suoi boschi e grigie come la sua fertile terra. In montagna prevale il verde delle sue immense splendenti pinete,tanto intenso da farlo sembrare blu da distanza notevole,un bel ...

La Transumanza.

La Transumanza. I fatti raccontati si svolgono qui  (cliccare sul link sottolineato) Uno scampanio continuo e cadenzato,uno zoccolio sullo stradone proprio dietro la curva che ci nasconde l'orizzonte. Ci fermiamo incuriositi mentre il cane sosta nei pressi arruffando il pelo e scrutando nella medesima direzione. Dopo qualche minuto, fra i pioppi e i pini, appaiono le avanguardie di un armento. Centinaia di vacche e vitelli in lento incedere sul sentiero di montagna. Il terreno trema per il calpestio e uno sciacquio del torrente denuncia la sosta delle prime bestie che si abbeverano mentre le altre premono spinte dalla sete. Il viaggio è lungo dalle contrade montane verso le colline o le pianure dove vanno a trascorrere l'inverno. Io e mio figlio siamo a caccia. A causa dell'avvenimento inatteso dimentichiamo la nostra passione contagiati da quella rurale bellezza. Aspettiamo fiduciosi, fra pochi minuti l'ambiente tornerà tranquillo; non più mu...

Beccacce oggi

Io non so se mi piacerebbe più andare a caccia oggi.Qualcuno dirà, ecco il solito cacciatore pentito.Invece no. Io non sono affatto pentito anzi sono innamorato più di prima della mia meravigliosa attrazione verso la beccaccia, i cani da ferma, i boschi e le valli vestite del marrone delle foglie addormentate. Spesso mi assopisco pensando a tutti i posti che ho esplorato, a tutti i rivi in cui ho bevuto, a tutti gli alberi a cui mi sono appoggiato aspettando che il campanello del cane si fermasse. Assaporo nel dormiveglia il sussulto del cuore, il pulsare delle tempie e la ricerca spasmodica del cane, cercando di essere silenzioso nell'avvicinarmi  verso l'ultimo squillo. Il sogno rende il tutto reale e non più fantasioso e impalpabile. Oggi però le condizioni sono tutte mutate e compiango i cacciatori odierni che si devono barcamenare fra divieti di transito,custodie per i fucili, tesserini da sbollettare e capi da segnare subito anzi prima di subito perché se arriva una ...

Un setter per imparare ad andare a caccia

Dopo molti cani meticci e molte delusioni cominciai a pensare seriamente al modo per farmi un cane vero . Dico "vero" riferendomi ad un cane di razza. Ma i tempi non erano carichi di splendore ed io ero uno studentello liceale. Non potevo certo pretendere che la famiglia mi regalasse una cane che poteva costare tanti e tanti soldi.A quel tempo,parlo degli anni sessanta,un buon cane da caccia appena iniziato con certificato di origine a posto costava almeno centomila e anche più lirette. Lo stipendio di un impiegato si aggirava sulle quarantacinquemila lire al mese. Coi miei amici si facevano molti sogni e molte elucubrazioni durante le poco fruttuose battute di caccia alle quaglie o alle beccacce. Ricordo che una mattina di fine aprile eravamo a Marina di Strongoli per una battuta primaverile alle quaglie. Allora era ammessa la caccia vagante, fino alla prima domenica di maggio, entro il litorale e a non più di 3 chilometri dalla battigia. Ci trovavamo in parecchie cent...

il Pointer mio primo amore

Di Pointer a 18 anni ne avevo solo sentito parlare da mio padre. Lui ne aveva portata una dagli Stati Uniti al suo rientro in Italia. Si chiamava "Speedy" e fu un esemplare di grande valore. Negli anni 30/40 non mancava la selvaggina sui monti della Sila per farla diventare tale.S'incaricò di portarla fuori da giovane uno dei più smaliziati e grandi cacciatori di Savelli,comune nativo di mio padre.Un certo Ciccio Bottaro che,assieme al fratello Angiolino, accompagnavano sempre mio padre nelle sue cacciate. Mi raccontava lo stesso Ciccio che lo faceva dannare per le volate che faceva sui contrafforti del "Senapite" e al "Timparello di Lirio" cercando coturnici di peso....che ricordavano parecchie notti di Natale. Presto però attaccò a fermare e disse che riportava comne un cocker..stranezze dei Pointer.Alcuni lo fanno e altri invece non lo tollerano. A quei tempi la velocità e la cerca ampia non erano qualità apprezzate dai cacciatori locali.Stante ...

Beccacce alle porte?

Dopo la ricorrenza della festa di Ognissanti e la rimembranza dei Defunti ogni cacciatore sente l'odore pieno dell'autunno. Il tempo ormai ha portato freddo e umidità e le campagne sono pronte.Boschi umidi e prati morbidi da coltivare si prestano all'albergo delle nostre Beccacce. Queste condizioni sono estremamente necessarie per non fare viaggi a vuoto . Però bisogna anche avere delle nozioni ed esperienze dei posti più idonei,sia nei luoghi sia nel passare della stagione. Le Beccacce all'arrivo si comportano con molta ingenuità e sono confidenti. Ne ho involato accanto alle vie asfaltate, durante la marcia di trasferimento,ai bordi dei viottoli o degli stradelli in mezzo al bosco.Spesso in posti anche "puliti" cioé privi di vegetazione alta o boscaglie folte. In genere si tratta di Beccacce arrrivate durante la notte che, dopo il lungo viaggio d trasferimento, si riposano all'occhio del sole nascente. L'involo casuale, che non si conclude con l...

Quando si dice Starne

Le Beccacce non si trovano tutto l'anno e in tutti i luoghi.I cani vanno tenuti allenati e anche i cacciatori si devono esrcitare per essere sempre in condizione di non sprecare troppe cartucce. Ecco che subentrano altre cacce non meno interessanti e faticose. I fagiani ma soprattutto le Starne sono animali degni di qualunque grande cane da ferma. Un veloce e nervoso pointer che le blocca a lunga distanza o un felino setter che striscia nelle stoppie e poi s'accuccia aspettando. Nora della Pania,figlia di Woodoo del Vento. Grande in prove e a caccia. Specie se si cacciano sui monti e non sulle praterie erbose della Polonia o della Serbia. Colà diventano grasse e grosse quaglie con un volume maggiore da inquadrare nel mirino. Qui vi propongo una foto con un bel carniere ottenuto assieme a mio figlio ancora molto giovane ma che aveva già dimostrato qualità di eccellente cacciatore:Buon sangue non mente. Lui non è in foto perché sta...

Caccia cacciata

Ci sono molti che dicono di amare una sola razza di cani e con quelli cacciano tutta la vita.Io ho amato i Pointers, i Setters, i Bretons fra i cani da ferma e mi sono sempre compiaciuto delle rispettive caratteristiche. Molto spesso ho avuto un Breton e un setter,un Pointer e un setter oppure un setter e un Pointer. Ciò è stato per una scelta meditata poiché ho sempre fatto caccie varie. Sia per tipo di selvaggina sia per terreni da battere.Per ogni circostanza quindi ho avuto sempre il cane valido.In periodo d'apertura eccellenti,infaticabili pointers; in autunno e inverno setters e bretons che reggevano alle temperature più proibitive. Qui sotto si osserva una coppia mista di breton e setter che mi ha fatto molto divertire,ben assortita e rispettosa del lavoro reciproco. Sono stati fotografati in ferma e consenso su fagiani in una giornata primaverile di allenamento. Il Breton è Johnny ,la setter è la Dolly .           ...

Cacciatori e non solo.

Quando ci si riuniva in piazza la sera per i commenti della giornata che declinava mi avvicinavo al gruppetto con timidezza. Ero molto giovane e avevo preso la prima licenza a sedici anni. Quelli che parlavano erano stati compagni di caccia di mio padre e i loro nomi risuonavano nella mia testa come uno scampanio a festa. Si trattava di Abramo e Dionigi, mastro Francesco e Aurelio, Giuseppe e Luigi Parrotta e tanti altri. Significano avventure passate,episodi di vita felice nei boschi e nelle campagne o atti venatori da mandare a futura memoria per valentia o fresconeria autentica. Sentii di uno che sbagliò con due colpi una facile lepre sul sentiero. L'amico sadico e un tantino perverso lo invitò energicamente a inseguirla e recuperarla assicurandogli che era ferita. L'urlo dei cani l'avrebbe guidato. Che corresse svelto altrimenti  l'avrebbero maciullata. Si accorse dello scherzo solo dopo molte dozzine di metri.Si fermò trafelato a riprendere fiato e poi, stizzi...